101 anni di Bukowski

cosa sai di Bukowski?

Molti lettori, anche quelli forti, cercano negli scrittori scorrevolezza di penna e intrecci di trama con scoperte sconvolgenti di pagina in pagina.

Se non trovano questi elementi imprescindibili, si annoiano e non vanno avanti.

Non dico di no, e però Pennac ha fatto pure i suoi danni coi “diritti del lettore”, togliendo ogni tipo di remora alla possibilità di andare fino in fondo, dare continue chance.

Parlo dei lettori forti, cioè di quelli che non si accontentano dell’intrattenimento tra un’ estate e l’altra, ma che pretendono di crescere durante il testo e che hanno un certo istinto indagatore rispetto al testo. Il signore quaggiù fa spesso storcere il naso.

Se da un lato lo stile asciutto, diretto e senza fronzoli potrebbe accontentare i tanti, la prosa sarcastica, provocatoria e, soprattutto nei romanzi, al di fuori di Pulp, senza che l’intreccio dia una sequenza di eventi avvincenti, disturba, infastidisce.Bukowski è il vecchio sporcaccione e basta.

Anche piuttosto ignorante, volgare e sopravvalutato.Nell’anno del centenario della nascita di Bukowski, col Il Terebinto edizioni è uscito un libretto in cui parlo del perché ė cosa buona e giusta leggerlo fuori dai luoghi comuni.

Oggi sono 101 e qui c’è la carica di alcuni dei libri da leggere.

Bukowski è la scrittura proletaria, è il flâneur americano vittima delle illusioni del boom economico, del capitalismo secondo cui il lavoro possa sempre nobilitare l’uomo e, forse forse, arricchirlo. Bukowski è il campione degli homeless che gironzola tra Bunker Hill, la Library di Los Angeles e Venice alla ricerca di buone letture.

Da sé si fa una cultura autonoma, legge di nascosto sotto le lenzuola, riscopre Fante al punto da dargli nuova vita editoriale.

E, soprattutto, Bukowski è l’uomo maturo che va alla recita della figlia e non si perde un solo attimo.L’amante che litiga fino all’odio ma sempre lascia la porta aperta al rimpianto.

O il vecchietto che, pur sapendo di avere una leucemia terminale, si entusiasma a scrivere coi primi computer.

E no, non è una agiografia ciappellettesca senza chiaroscuri, anzi.

Ma è fuori questa esplosione di perverse contraddizioni che il mito di Bukowski scrittore e personaggio (con Chinaski seduto di fianco ai Cervantes) acquista valenza letteraria.

Buon compleanno caro Hank

🍻

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