“Nessuna città” di Francesco Amoruso, Scatole Parlanti. A cura di Patrizia Baglioni

LES FLEURS DU MAL - BLOG LETTERARIO

Fin dalle prime pagine mi accorgo che NESSUNA CITTÀ è un testo che mi mette alla prova, e la cosa mi piace, perché in alcuni casi lo scopo del libro non è solo essere bello, ma anche utile.

La storia è quella di un incontro, tra Mario e Dana, ma per arrivare a questo i personaggi si incontrano, si sovrappongono, si ascoltano, a volte si comprendono, altre volte si allontanano.

Su tutti loro incombe la città: Napoli la stessa di sempre, eppure diversa.

Il romanzo ambientato in una realtà non definita stravolge alcuni aspetti della città: ci sono scale mobili che collegano le vie, tutto viene ripreso in una sorta di Grande Fratello e una cupola protegge gli abitanti da un’atmosfera impura.

In questa calotta fatta di separazione e solitudini, che richiama alla contemporaneità, si sviluppano dinamiche umane impreviste, amori, competizioni lavorative, ambizioni e violenze, il tutto in una compressione…

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